Rispetto per le persone
Parlando con la persona che per adesso è la più importante della mia vita, ho capito un’importante e necessario aspetto del rispetto per le persone.
Io prima, erroneamente, pensavo che le persone che conosci fanno parte di una gerarchia tua interna. Questa gerarchia ha come punta della piramide, ovvero le persone più importanti, la tua famiglia, le persone con cui vivi, con cui dialoghi maggiormente, che interagiscono con te maggiormente (nei casi positivi ovviamente). Poi ci sono gli amici, le persone che ti piacciono perchè le hai scelte tu (anche se le hai scelte da un mazzo più grande che ti ha consegnato il fato, vedi i compagni di scuola o i colleghi di lavoro), alla fine, scendendo sempre di più, ci sono tutti gli altri, i conoscenti, i colleghi, quelli che vedi ogni tanto, i vicini, per ultimi quelli che non ti fanno nè caldo nè freddo.
Invece no. In effetti, adesso che ci penso bene, non c’è niente di più sbagliato. Questo tipo di visione ti fa vedere la vita in maniera sbagliata, per due motivi (almeno io la vedo così):
- le persone non sono tutte uguale e da te verranno giudicate e valutate con un forte handicap, come se avessero una penalità alla partenza.
- ti cresce dentro di te un’aspettativa falsata del potenziale delle persone che ti circondano.
Le persone che conosciamo stanno tutte allo stesso livello, hanno, questo è doveroso, un valore affettivo maggiore o minore a seconda dei casi, però non c’è più quella visione verticale, quel forzato, tirannico e doveroso rispetto (o non rispetto) nei confronti di quelle persone che, anche se sbagliano, anche se ti fanno male, anche se ti calpestano e ti rovinano alcuni periodi della tua vita gratuitamente o anche solo perchè non sono capaci di fare quel ruolo che il destino le ha assegnato, quindi anche se sbagliano, DEVONO essere AMATE!
Io penso che anche in un rapporto tra due persone legate da un patte di sangue (genitori e figli) il rispetto sia doveroso da ambo le parti. Non c’è frase peggiore che un figlio possa dare ai propri genitori che superi “Io ti odio”, ma non c’è frase peggiore che un genitore possa dare al proprio figlio che superi “Stai zitto tu non puoi capire”.
Purtroppo tutti quanti facciamo gli errori e tutti quanti, chi più e chi meno, paghiamo responsabilmente i nostri errori, ma le persone di qualità, le vere persone che crescono e migliorano giorno dopo giorno, sono quelle che fanno, a questo punto ne sono pienamente convinto, un grande sforzo che posso tranquillamente definire sovrumano: chiedono scusa e si criticano. Pensare che il proprio operato sia sbagliato, è naturale, ammetterlo è diventato innaturale, straordinario. Invece potrebbe/dovrebbe essere la chiave di svolta.
Bisogna chiedere scusa alle persone quando sbagliamo e per capirlo dobbiamo sempre guardarci dentro e criticarci.
Bisogna chiedere scusa guardando negli occhi la persona ‘offesa’, perchè è l’unico modo per capire la sofferenza creata.
Ma per fare questo bisogna affrontare le proprie paure, essere coraggiosi, essere degli eroi.

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