Evoluzione

L’altro giorno, mentre davo spazio ad un mio grande hobby, i cartoni animati, mi sono ricordato di un discorso fatto con un collega non troppo tempo fa: parlavamo dei geni.

In questo cartone animato, Stand Alone Complex (Ghost in the shell), ci si concentra molto sul dualismo dell’essere umano, ovvero la propria capacità di essere un’entità autonoma e autosufficiente, un individuo (Stand Alone) e la totale dipendenza dai propri simili, la società.

Questi due concetti, a prima vista incompatibli tra di loro, perchè sono uno l’opposto dell’altro, in realtà, quindi uscendo dal discorso anime, sono uno il facente parte dell’altro. Non può esistere un sistema complesso che determina la società, se essa non è composta da un insieme di entità autonome e autosufficienti.

Ma il problema è come legare queste due realtà?

Molti autori fanno emergere un terzo elemento, a noi estraneo e sconosciuto.

I sognatori lo chiamano Dio, i fatalisti destino, molti studiosi hanno determinato due terzi elementi: uno macro e l’altro micro.

Il micro elemento sono i geni, questi piccolissimi composti che ci fanno fare quello che vogliono: determinano il nostro carattere, quindi le nostre scelte, ci costruiscono quando l’ovulo e lo spermatozoo si uniscono, ma sono loro che determinano il nostro aspetto esteriore, il fisico.
Ci obbligano a seguire un determinato cammino prefissato che chiamiamo natura umana: l’amore, la fama, il bene, l’atruismo e tutto il resto visto in chave negativa, sono dettate dai geni.
Noi non li vediamo, non li tocchiamo, non li sentiamo, non possiamo comunicare con loro in nessun modo, i geni dei due genitori si uniscono e , secondo Mendel per caso, secondo altri no, si uniscono eseguendo una piccola, ma determinante, trasformazione: si evolvono.
L’evoluzione non porta all’essere perfetto, questo dovrebbero saperlo tutti, ma porta a far sopravvivere l’essere che ha eseguito il cambiamento migliore all’interno del proprio habitat naturale.
Se di colpo (ho lentamente) l’atmosfera e il pianeta cambiassero, non sopravviverebbe il più forte, ma quello che è riuscito ad adattarsi al meglio.

Il macro terzo elemento è il nostro pianeta, la Terra, tutto il genere umano (e tutte le altre forme di vita organica) è totalmente dipendente dalle risorse e dalla tipologia del pianeta, composto, sulla superfice, da ossigeno, azoto, idrogeno (e da altre sostanze) combinati tra di loro, o separati, in determinate proporzioni, e tutte le forme di vita che lo abitano, si sono evolute in base ad esso.

Ma ci sono tutte e due le forme (geni e terra) e anche essi hanno una oligarchia di elementi più piccoli e più grandi, che li influenzano.

Quindi la cooperazione tra i tre sistemi, nonchè la loro comprensione, può esistere?
L’essere umano visto come individuo, riuscirà, un giorno, a fare il primo passo, ovvero comprendere totalmente il concetto di condivisione all’interno della società? Oppure, come avviene tutt’ora, ci deve sempre essere un individuo che coordina gli altri, perchè sono gli altri che vogliono essere coordinati?

Siamo piccole gocce d’acqua in un immenso oceano…

~ di tophans su 29 Agosto 2008.

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