I sogni di un bambino

•10 Agosto 2009 • Lascia un Commento

Non ho figli, forse in futuro potrò provare e quindi capire cosa si prova, ma adesso, anche se non pienamente, posso almeno immaginare cosa significa.
Logisticamente ti organizzi cercando di ottenere il meglio dalla situazione, cercando di metterti nei suoi panni e facendo in modo che la sua esperienza sia la migliore, ma alla fine capisci che nel bel mezzo del più normale dei momenti, quando ancora non si è arrivati all’apice della situazione o cmq non si è ancora nel fatidico dopo per potr insieme commentare l’accaduto, lui ti guarda e con un sorriso ti fa capire che è felice.
Non è felice per qualcosa, ma perchè è lì con te.
Quando vivi questi momenti, ti rendi conto che non è solo con un bambino che si possono provare determinate emozioni, sono proprio le emozioni che nascosono non in base alla complessità del momento, ma dal momento stesso, l’importante è che nascano le emozioni.

Legami con il passato

•6 Agosto 2009 • Lascia un Commento

L’America era diversa. L’America era un fiume che scorreva tumultuoso, immemore del passato. Potevo immergermi in questo fiume lasciando che i miei peccati venissero trascinati verso il fondo, lasciandomi trasportare lontano. In qualche luogo senza spettri, senza ricordi, senza peccati.

Se non per altro, almeno per questo io abbracciai l’America.

L’America vista da dentro è un posto stupendo, vista da fuori un pò meno. Per capire una cosa però bisogna viverla, per conoscere una cosa bisogna studiarla, provarla, toccarla, odorarla, viverla quindi penso che

Essere meglio di…

•28 Aprile 2009 • Lascia un Commento

Glasvegas – Daddy’s Gone (lyrics)

How you are my hero
how your never here though
remember times when you put me on your shoulders
how i wish it was forever you would hold us
right now im too young to know
how in the future it will affect me when you go
you could have had it all
you, me, and mum y`know
anything was possiblei wont be the lonley one
sitting on my own and sad
a fifty year old
reminiscing what i had

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
forget your dad, he’s gone

all i wanted was a kick-a-bout in the park
for you to race me home when it was nearly getting dark
how i could’ve been yours, and you be mine
it could’ve been me and you until the end of time
do what you want, when you want
be as fuckin’ insincere as you can
what kind of way is that to treat your wife
to see your son on saturdays
what way is that to live your life?

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
a fifty year old
reminiscing what i had

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
forget your dad, he’s gone
[ Daddy's Gone Lyrics on http://www.lyricsmania.com/ ]

© Universal Music Publ. Ltd
Alle volte mi colpisce leggere delle emozioni di qualcun altro che, anche se solo in parte, coincidono con le mie.
Alle volte proprio quelle parti diventano determinanti, protagoniste indiscusse di tutta la storia che stai leggendo o ascoltando, quelle emozioni sono uniche, sono tue personali  e prendono il sopravvento su tutto il resto della storia e quando rileggi il contenuto lo fai in chiave diversa, la fai tua, diventa tua, lo è sempre stata, muti la storia, la cambi totalmente.
Non fai tua solo la storia, fai tue le reazioni, le conseguenze. Involontariamente applichi quelle azioni e quelle conseguenze alla tua storia e il risultato può essere duplice:
- confusione
- alterazione
In alcuni casi può arrivare la soluzione del problema, perchè di problemi si tratta.
Qualunque via viene intrapresa bisogna, secondo me, cercare di evitare la peggiore delle cose:
“rovinarsi la vita per cercare di essere meglio di chi è venuto prima di noi, forse no, forse non aiuta e non migliora la situazione.”
Questa volta penso che sia meglio vivere senza rancora, ma con la consapevolezza di aver aver subito un torto o di averlo commesso.

Accettare le persone

•26 Febbraio 2009 • Lascia un Commento

Le persone vanno accettate per quello che sono, oppure dobbiamo seguire le indicazioni della società che ci impone di seguire uniformemente uno standard comune identificabile nel perfetto uomo modello?
Intelligente, bello, sano, forte, coraggioso, senza paure, valido ovunque.
Oppure ognuno di noi ha delle capacità e ognuno di noi è importante e al tempo stesso indispensabile in quelle evenienze a cui solo ognuno di noi può dare soluzione al problema, o anche solo il meglio di se!
Ovviamente la seconda! Ma allora perchè non lo facciamo? Anche a questo ho cercato di dare una risposta, molto semplice: già ho i miei problemi da risolvere non posso mica mettermi a risolvere anche i tuoi, per questo tipo di problema ci sono i genitori. Ma sappiamo tutti quanti che se vuoi adottare un bambino ti fanno i raggi anche ai pensieri, mentre se fai un bambino (come consiglia la chiesa) puoi commettere tutte le nefandezze che vuoi, anche quella di non fare nulla, di non educare, di sperare che il bambino cresca da solo, a tua immagine e somiglianza.

Forse dovremmo, ma penso sia una cosa davvero difficile, cercare oltre ai nostri spazi, pensare un pò anche a quello degli altri, perchè se vogliamo far parte di una società, dobbiamo cominciare a pensare a questa come a una cosa che in qualche modo ci appartiene, come a qualcosa a cui noi apparteniamo.

Regole, amiche o nemiche?

•26 Febbraio 2009 • Lascia un Commento

Le regole sono una importantissima componente della nostra vita, sono le fondamenta della nostra società, l’istituzione stessa delle regole, mi sembra, inizi con l’uomo.
Ma, Bibbia alla mano, anche la disobbedienza ha radici lontane: pensare che adesso obblighiamo i bambini a mangiare la frutta, soprattutto le mele.
Quello che non riesco a comprendere pienamente è la perfezione delle regole. Tutti mi diranno che le regole non sono perfette, essendo fatte dagli uomini sono soggette ad errore, le regole si possono cambiare, ma attenzione, nel modo e nel metodo più corretto possibile, ovvero da coloro che le hanno fatte!
Ma la mia volontà di disobbedire ad una regola, non per il puro gusto di farlo, ma perchè sono convinto che quella stessa regola è fortemente sbagliata, è sbagliato proprio perchè vado contro una regola? Sembrerebbe un vicolo cieco! Le persone che non appartengono alla classe dirigente (non mi raccontate che non deve esistere più la lotta di classe) sono automaticamente ‘obbligati’ a rispettare e regole, perchè senza regole si va incontro all’anarchia, condizione che porta automaticamente alla lotta di tutti contro tutti e quindi alla fine della prosperità.
Ma la rinuncia alla disobbedienza, il cessare di respingere e quindi disobbedire alle regole che consideriamo sbagliate, ci porta inesorabilmente al chinare la testa davanti alla regola stessa (ovviamente ci sono numerose regole giuste a cui questo discorso non si riferisce).

Il punto fondamentale quindi è:  le regole ci permettono di vivere meglio, ma possono essere viste anche come un modo, subdolo, di delegare ad altri le scelte difficili, un modo per fuggire dalla nostra natura stessa di esseri intelligenti?

In teoria non avremmo bisogno di regole perchè se fossimo, ma non lo siamo, tutti seri, responsabili, rispettosi e persone di buona volontà, tutti ci comporteremmo correttamente, i giudici non avrebbero lavoro e forse anche tutti gli altri dell’indotto, ma tornando alla questione principale se cerco in qualche modo contrastare l’impugnabilità delle regole, sbaglio davvero?

Essere o non essere…

•23 Ottobre 2008 • Lascia un Commento

Qui c’è un articolo che descrive il fenomeno yuppie (Young Urban Professionals).

Io sono il primo a dire di aver sempre criticato queste persone più per la loro spiccata insensibilità verso il prossimo che per altro, ma sotto sotto mi rendo conto che grazie a loro, come descritto in questo articolo, alcune cose sono migliorate, altre sono nate e altre ancora sono deteriorate.

Come tutte le cose, se non ci fossero, bhe bisognerebbe inventarli, almeno per poterli criticare! ;)

Accettare

•6 Ottobre 2008 • Lascia un Commento

Il recente viaggio negli Stati Uniti d’America mi hanno fatto capire, spero molto bene essendo riuscito a toccare con mano il problema, il reale significato del consiglio: “Non giudicare, ma accetta chi è diverso da te”.
Anche se apparentemente simile o comunque storicamente figlia e attualmente dipendente, la cultura americana è assai diversa dalla nostra e di conseguenza i cittadini americani sono diversi da noi: nei modi di fare, nel considerare gravi dei problemi e meno altri. Un facile esmempio mi viene con il fatto che loro sono molto legati al dire la verità, se qualcuno sgarra viene punito severamente, però puoi ammazzare una persona se questa ti capita a tiro nel momento sbagliato!
Questo sicuramente può sembrare stranissimo essendo anche loro “occidentali” come  noi, ma sicuramente vi sarà capitato di dire, pensare o sentire frasi del tipo: “Come mangiano male sti americani”, oppure “certo che gli americani sono proprio ignoranti” o anche “gli americani hanno il presidente che si meritano” per non parlare dell’orami famosissimo “certo che loro sono sempre più avanti di noi”.

Gli americani non sono nè meglio nè peggio di noi, sono semplicemente diversi e per questo belli e interessanti, come noi per loro.

Sono stato nella parte occidentale degli USA, nella fattispecie un tour in Californa, Nevada e Arizona, tre stati diversi tra di loro, ma con una sottile linea rossa che li lega saldamente. Loro sono tutti americani. Chiedendo in giro sono pochi quelli che ti dicono di essere californiano o dell’arizona, anzi nonostante ti dicano che sono americani sottolineano molto la provenienza dei propri avi. Un quarto irlandese, per metà francese e un quarto del sudafrica, oppure, un’ottavo indiano, un quarto russo, metà italiano e il resto cileno.

La cosa bella è che il vero americano non esiste, ma sono tutti americani. l’unione di tante persone provenienti da ogni parte del mondo fa l’america. Poi che all’interno di questo paese ci siano moltissime, per molti insostenibili, contraddizioni, è sacrosanto, ma anche da noi!

Io sono convinto che un giorno, tra molti secoli, tutto il pianeta sarà come gli Stati Uniti d’America e ci sarà un’unica nazione che si chiamerà Gaia, dove i ricchi saranno sempre ricchi, i poveri saranno sempre poveri, il problema dei trasporti lenti sarà sostiuito da altri problemi, i soldi saranno sempre il fatto trainante della società, ma un problema sarà stato risolto, non ci saranno più diversità tra nazioni, perchè non ci saranno più le nazioni!

In questo viaggio, tra le altre cose (ho scoperto che mi piacciono i Waffle con il succo di acero, adoro gli Hot-Dog di manzo e mi piace vedere le persone che si vestono alla cazzo e nessuno ti dice niente!) ho scoperto che l’osservazione, la scelta e la vita in generale non contemplano il giudizio. Non sei obbligato a criticare chi la pensa diversamente da te per giustificare le tue scelte!

Grazie a dio l’ho capito anche io!

Rispetto per le persone

•1 Settembre 2008 • Lascia un Commento

Parlando con la persona che per adesso è la più importante della mia vita, ho capito un’importante e necessario aspetto del rispetto per le persone.

Io prima, erroneamente, pensavo che le persone che conosci fanno parte di una gerarchia tua interna. Questa gerarchia ha come punta della piramide, ovvero le persone più importanti, la tua famiglia, le persone con cui vivi, con cui dialoghi maggiormente, che interagiscono con te maggiormente (nei casi positivi ovviamente). Poi ci sono gli amici, le persone che ti piacciono perchè le hai scelte tu (anche se le hai scelte da un mazzo più grande che ti ha consegnato il fato, vedi i compagni di scuola o i colleghi di lavoro), alla fine, scendendo sempre di più, ci sono tutti gli altri, i conoscenti, i colleghi, quelli che vedi ogni tanto, i vicini, per ultimi quelli che non ti fanno nè caldo nè freddo.

Invece no. In effetti, adesso che ci penso bene, non c’è niente di più sbagliato. Questo tipo di visione ti fa vedere la vita in maniera sbagliata, per due motivi (almeno io la vedo così):
- le persone non sono tutte uguale e da te verranno giudicate e valutate con un forte handicap, come se avessero una penalità alla partenza.
- ti cresce dentro di te un’aspettativa falsata del potenziale delle persone che ti circondano.

Le persone che conosciamo stanno tutte allo stesso livello, hanno, questo è doveroso, un valore affettivo maggiore o minore a seconda dei casi, però non c’è più quella visione verticale, quel forzato, tirannico e doveroso rispetto (o non rispetto) nei confronti di quelle persone che, anche se sbagliano, anche se ti fanno male, anche se ti calpestano e ti rovinano alcuni periodi della tua vita gratuitamente o anche solo perchè non sono capaci di fare quel ruolo che il destino le ha assegnato, quindi anche se sbagliano, DEVONO essere AMATE!

Io penso che anche in un rapporto tra due persone legate da un patte di sangue (genitori e figli) il rispetto sia doveroso da ambo le parti. Non c’è frase peggiore che un figlio possa dare ai propri genitori che superi “Io ti odio”, ma non c’è frase peggiore che un genitore possa dare al proprio figlio che superi “Stai zitto tu non puoi capire”.

Purtroppo tutti quanti facciamo gli errori e tutti quanti, chi più e chi meno, paghiamo responsabilmente i nostri errori, ma le persone di qualità, le vere persone che crescono e migliorano giorno dopo giorno, sono quelle che fanno, a questo punto ne sono pienamente convinto, un grande sforzo che posso tranquillamente definire sovrumano: chiedono scusa e si criticano. Pensare che il proprio operato sia sbagliato, è naturale, ammetterlo è diventato innaturale, straordinario. Invece potrebbe/dovrebbe essere la chiave di svolta.

Bisogna chiedere scusa alle persone quando sbagliamo e per capirlo dobbiamo sempre guardarci dentro e criticarci.
Bisogna chiedere scusa guardando negli occhi la persona ‘offesa’, perchè è l’unico modo per capire la sofferenza creata.
Ma per fare questo bisogna affrontare le proprie paure, essere coraggiosi, essere degli eroi.

Evoluzione

•29 Agosto 2008 • Lascia un Commento

L’altro giorno, mentre davo spazio ad un mio grande hobby, i cartoni animati, mi sono ricordato di un discorso fatto con un collega non troppo tempo fa: parlavamo dei geni.

In questo cartone animato, Stand Alone Complex (Ghost in the shell), ci si concentra molto sul dualismo dell’essere umano, ovvero la propria capacità di essere un’entità autonoma e autosufficiente, un individuo (Stand Alone) e la totale dipendenza dai propri simili, la società.

Questi due concetti, a prima vista incompatibli tra di loro, perchè sono uno l’opposto dell’altro, in realtà, quindi uscendo dal discorso anime, sono uno il facente parte dell’altro. Non può esistere un sistema complesso che determina la società, se essa non è composta da un insieme di entità autonome e autosufficienti.

Ma il problema è come legare queste due realtà?

Molti autori fanno emergere un terzo elemento, a noi estraneo e sconosciuto.

I sognatori lo chiamano Dio, i fatalisti destino, molti studiosi hanno determinato due terzi elementi: uno macro e l’altro micro.

Il micro elemento sono i geni, questi piccolissimi composti che ci fanno fare quello che vogliono: determinano il nostro carattere, quindi le nostre scelte, ci costruiscono quando l’ovulo e lo spermatozoo si uniscono, ma sono loro che determinano il nostro aspetto esteriore, il fisico.
Ci obbligano a seguire un determinato cammino prefissato che chiamiamo natura umana: l’amore, la fama, il bene, l’atruismo e tutto il resto visto in chave negativa, sono dettate dai geni.
Noi non li vediamo, non li tocchiamo, non li sentiamo, non possiamo comunicare con loro in nessun modo, i geni dei due genitori si uniscono e , secondo Mendel per caso, secondo altri no, si uniscono eseguendo una piccola, ma determinante, trasformazione: si evolvono.
L’evoluzione non porta all’essere perfetto, questo dovrebbero saperlo tutti, ma porta a far sopravvivere l’essere che ha eseguito il cambiamento migliore all’interno del proprio habitat naturale.
Se di colpo (ho lentamente) l’atmosfera e il pianeta cambiassero, non sopravviverebbe il più forte, ma quello che è riuscito ad adattarsi al meglio.

Il macro terzo elemento è il nostro pianeta, la Terra, tutto il genere umano (e tutte le altre forme di vita organica) è totalmente dipendente dalle risorse e dalla tipologia del pianeta, composto, sulla superfice, da ossigeno, azoto, idrogeno (e da altre sostanze) combinati tra di loro, o separati, in determinate proporzioni, e tutte le forme di vita che lo abitano, si sono evolute in base ad esso.

Ma ci sono tutte e due le forme (geni e terra) e anche essi hanno una oligarchia di elementi più piccoli e più grandi, che li influenzano.

Quindi la cooperazione tra i tre sistemi, nonchè la loro comprensione, può esistere?
L’essere umano visto come individuo, riuscirà, un giorno, a fare il primo passo, ovvero comprendere totalmente il concetto di condivisione all’interno della società? Oppure, come avviene tutt’ora, ci deve sempre essere un individuo che coordina gli altri, perchè sono gli altri che vogliono essere coordinati?

Siamo piccole gocce d’acqua in un immenso oceano…

B.O.

•28 Agosto 2008 • Lascia un Commento

Barak Obama, adesso, viene definito l’uomo giusto, prima era il nemico da battere.
Parole di Bill Clinton, uno che ha fatto il presidente degli Stai Uniti d’America per 8 anni. Erano gli anni ‘90, per me anni del liceo e dell’università, anni da studente, per molti i migliori della propria vita, per me belli, interessanti, irripetibili, ma passati, mi piace andare avanti.

Cmq sia Obama, che tutti danno per vincitore, sembra essere l’uomo che aggiusterà il mondo, il nuovo messia. Lo spero davvero tanto. Il mondo, l’occidente, e tutta l’umanità si aspettano molte cose dalle persone che comandano.

Il problema è un altro, ovvero cosa si aspettano le persone che comandano dall’umanità, dall’occidente, dal mondo. Siamo disposti a scendere a patti con qualcuno che non si rivela?

In Italia, io no, ma la maggioranza si, ha democraticamente deciso di scendere a patti con Berlusconi e la sua armata di arrivisti e grandi uomini di affari, in cambio di cosa? Non si sa ancora, perchè chi ha una casa, chi ha un lavoro retribuito, chi arriva alla IV settimana, non ha problemi veri, vuole solo avere di più. E tutti gli altri? Tutti gli altri, la maggioranza, quella che fa davvero fatica, che è abituata a fare fatica, cosa si aspetta?

Vedremo!

M.L.King disse:

I have a dream…

Anche io!